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Come l’Italia, anche la Spagna è composta da un mosaico di particolarità talmente diverse tra loro che si ha l’impressione di non vedere mai abbastanza. Se stai cercando una città spagnola per trascorrere 3 o 4 giorni fuori dal caos, oppure per passare un weekend in Spagna in un’oasi verde immersa tra tradizioni e contemporaneità, ecco la mia guida compatta su che cosa vedere a Valencia, con tanto di mappa. Troverai angoli alternativi, scorci da fotografare e un itinerario a Valencia tra mercati, piazze e street art.

Breve (anzi brevissima!) storia di Valencia, giusto per orientarsi!

Ben lontana dall’essere un’esperta di storia o di storia dell’arte, prima di partire per un posto in cui non sono mai stata di solito approfondisco quel poco di storia locale che mi permette di capirci qualcosa in più.

Nel caso di Valencia, come di tanti altri luoghi affacciati sul Mediterraneo, dove da secoli e millenni sbarcano e si mescolano culture molto diverse tra loro, quel poco è già tanto. Valencia è stata fondata un centinaio di anni a.C. dai Romani e ha visto poi l’occupazione di diversi popoli provenienti da Nord e da Sud, tra cui Visigoti e Mori, cacciati nel XIII secolo ma rimasti in numerosi dettagli disseminati per la città, ad esempio nel dedalo di viuzze del quartiere del Carmen.

Dal XIII-XIV secolo inizia il periodo che ha lasciato i segni forse più evidenti nella città, cioè quello del Rinascimento. Valencia rinasce soprattutto grazie al commercio, marittimo e non, la città si abbellisce di palazzi, piazze, torri, vengono costruite la Cattedrale di Valencia (detta La Seu) e la Llotja de la Seda.

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Un altro periodo che ha lasciato segni indelebili a Valencia è quello eclettico ed esuberante del Modernismo del 1900, riguardo al quale cito un solo nome per dare un’idea: Gaudì. Le forme innovative e la raffinatezza di questo nuovo stile sono quelle del Mercato Centrale, del Mercato del Colòn, della Stazione del Nord e anche del quartiere El Cabanyal vicino alla spiaggia, dove vi consiglio assolutamente una visita per uno scorcio estremamente veritiero e intimo di Valencia (ve ne parlerò prestissimo in un articolo sulla Valencia contemporanea e la spiaggia).

E’ abbastanza chiaro quanto io adori questo stile?

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Ultima data: il 1957, l’anno della gran riada. Il fiume Turia che scorre nel centro della città esonda e distrugge moltissime zone della città, lasciandola isolata e piena di detriti.

Dopo essere riusciti a far naufragare l’idea di asfaltare il letto del fiume sotto un’enorme autostrada, i cittadini ottengono che l’area venga trasformata nello spazio verde più grande d’Europa, che abbraccia il centro di Valencia per ben 9 chilometri, tra oasi di pace, sentieri, fontane e laghetti che collegano il Giardino Zoologico, a nord-ovest, con la Città delle Arti e delle Scienze, a sud-est.

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Tour della street art di Valencia

Accanto alle testimonianze della vivace storia passata, coesistono altre opere fuori dall’ordinario che catturano lo sguardo di chiunque passi loro accanto. Valencia è un ribollio di murales e graffiti, ne spunta sempre qualcuno nuovo, mentre può essere che quelli che avresti voluto vedere siano già spariti. In ogni caso, credo che chiunque si trovi a Valencia anche per un solo giorno non possa prescindere da un itinerario alla ricerca delle maggiori opere degli urban artists internazionali.

Se siete dalle parti del Mercado Central e della Llotja de la Seda, perdetevi nei vicoli colorati dei rossi, dei gialli e degli azzurri più accesi e aguzzate la vista: nelle calli più strette, sui muri delle abitazioni abbattute e sulle saracinesche abbassate dei negozi potrete trovare delle belle sorprese.

Il gioco nel gioco potrebbe essere quello di tentare di scovare dove è andato a infiltrarsi il ninja di David de Limòn che, come un vero ninja, sa nascondersi e ricomparire dove meno te l’aspetti, spesso nelle opere di altri artisti.

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La più famosa della zona è forse la casa al punto croce, in Placa de Lope de Vega, nelle vicinanze della più famosa Placa Redona. Nella stessa piazza, si trova anche la Chiesa di Santa Caterina e una tasquita ultra famosa, La Estrecha, che si vanta di avere la facciata più stretta d’Europa.

Il quartiere più ricco per quanto riguarda la street art di Valencia è il Barrio del Carmen, già famoso per le taperie, i ristoranti, i pub e la vita notturna. Oltre alle piazze raccolte e animate tutta la notte, oltre ai viali brulicanti di giovani a tutte le ore, il Barrio del Carmen pullula di opere di urban artists famosi sulla scena internazionale.

Partiamo da Placa del Tossal, che è un po’ il cuore del Carmen e una tappa obbligatoria per qualunque amante della street art. Qui convivono, stranamente uno accanto all’altro, due artisti molto famosi, l’italiano Blu e il valenciano Escif. Sulla sinistra, l’opera di Escif rappresenta la caduta di un’auto che precipita dall’alto del palazzo, con il solito tocco surrealista e indecifrabile che caratterizza questo artista. Sulla destra invece Blu disegna un Mosè dalla meravigliosa barba gialla serpeggiante che regge tra le mani le tavole di pietra dei 10 comandamenti: peccato che al posto dei precetti vi sia il simbolo del denaro, chiara denuncia alla mentalità materialista.

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Leggermente più a est di Placa del Tossal, si trova Placa de Sant Jaume, da cui partono la Calle Alta e la Calle Baja, sui cui muri gli artisti della street art si sono sbizzarriti non poco. Il più famoso è forse il murales del coniglio e del pollo in Calle Baja, di Erica il Cane: i due animali si azzuffano per stabilire quale dei due sia il vero re della paella valenciana.

Ritornando verso ovest, in Placa de Tavernes de la Valldigna, si trova l’enorme e inquietante mummia dello street artist Deih, dedito ai personaggi oscuri al limite tra la vita e la morte.

E ora, procedendo verso nord fino al piccolo ma carinissimo mercato di Mossén Sorell, che merita una visita, arriviamo al mio artista preferito, anzi alla mia artista preferita, perché si tratta insolitamente di una donna. Julieta ha tra i suoi soggetti preferiti delle graziosissime bamboline dai tratti giapponesi, spesso accompagnate da vegetazione sinuosa e fiori.

Disseminate per Valencia, potrete scoprire molte delle sue inconfondibili opere, ma in Carrer de la Corona, che si estende dal mercato verso ovest, ne vedrete una secono me di una perfezione meravigliosa. Il grandissimo murales verticale di Julieta sul lato di un edificio giallo raffigura una bambolina dai lunghi capelli blu notte che scendono in una morbida treccia fino a terra come fossero rami, mentre tantissimi fiori variopinti trovano posto fra le ciocche.

La delicatezza del personaggio è ancor più evidenziata da un altro murales che si vede in lontananza lungo la via, raffigurante un’anziana donna dall’aspetto arcigno. Se vi interessa un itinerario specifico su Julieta, vi consiglio il blog di Floinviaggio.

Prima di lasciare il Barrio del Carmen, l’itinerario alla scoperta della street art di Valencia ha ancora un ultimo chilometro da percorrere, più o meno parallelo ai Giardini del Turia, immancabile per ogni amante della street art.

Partiamo da Carrer de Na Jordana, una via che è un enorme museo a cielo aperto. Continuiamo per un angolo insolito tra i più fotografati: la Casa de los Gatos in Carrer del Museu; realizzata in memoria di quattro gattini morti in un’alluvione, è un mini edificio giallo su sfondo azzurro, con tanto di finestre, balconcino, giardino adiacente e numero civico, pensata come ingresso di un rifugio per tutti i gatti randagi di Valencia. Il bello degli artisti non è forse la capacità di saper creare bellezza da eventi apparentemente tristi o addirittura insignificanti?

A questo punto, siamo vicinissimi a Carrer de Moret, ribattezzata anche Calle de los Colores per l’incredibile concentrazione di murales multicolori. Tra le opere d’arte più famose, la ragazza seduta sulla ringhiera del ponte, il batterista e il celeberrimo bacio che richiama innamorati da ogni parte del mondo per immortalare un momento romantico da postare con l’hashtag #kissmevlc.

A questo punto, per ritornare nella città vecchia di Valencia, consiglio di passare in Carrer de Roteros dove, oltre ad altre opere d’arte di notevole importanza, tra cui quelle di Cere, ritroviamo altre inconfondibili bamboline di Julieta.

E voi, quali angoli di Valencia amate di più? Vi lascio qui sotto la mappa di Valencia con i punti per me immancabili in una visita. Le tavolozze verdi indicano i luoghi della street art. Fatemi sapere che cosa ne pensate nei Commenti.

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