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Avevo 6 anni quando trascorsi la mia prima estate a Selva, con i miei e alcuni loro amici. Ogni volta che partivano per un’escursione, ne studiavano una versione ridotta per me e per chi quel giorno si sarebbe sfortunatamente occupato della più piccola del gruppo.
Ma a un certo punto decisi che mi ero stufata di sentire parlare delle montagne più alte solo dai loro racconti, senza mai esserci stata. E così iniziai a esercitare tutte le capacità di persuasione di cui una testarda bambina di 6 anni può avvalersi per convincerli un giorno a portarmi con loro.

La scelta ricadde sul rifugio Stevia, una piccola oasi di pace che sembra una nocciola cascata su un prato lussureggiante del Parco Naturale Puez-Odle e rotolata fino al limitare dello strapiombo sulla Vallunga dove, chissà come, si é fermata. Un luogo che da quel momento occupa un pezzettino speciale del mio cuore e che per questo é solitamente la prima escursione con cui inauguro ogni estate, un po’ per scaramanzia, un po’ per abitudine…

E scelgo solitamente tra una di queste vie di accesso:

La direttissima o Selva express: il sentiero La Palota

Difficoltà (da 1 a 10): 4, legata più che altro alla pendenza del sentiero.

Io impiego: circa 1 ora e mezza per l’andata e 3/4 ora per il ritorno.

Partenza: Pension Daniel

Arrivo: Rifugio Stevia

Ritorno: stessa strada o una di quelle descritte nei prossimi punti, percorse al contrario.

Ristori lungo il percorso: Tutti i bar e i ristoranti di Selva alla partenza e il rifugio Stevia all’arrivo. Lungo la salita che porta alla Pension Daniel, sulla sinistra della strada, trovate anche una meravigliosa rivendita di formaggi e yogurt del maso presso gli appartamenti Valin.

Complici la sua posizione estremamente panoramica, la relativa facilità con cui si può raggiungerlo da Selva, ma anche l’ottima cucina e l’istintiva simpatia del proprietario Toni, il rifugio Stevia é uno dei più amati della valle e un must-see per chiunque si trovi qui per la prima volta.

Il sentiero più diretto per arrivarci é il numero 17A, detto Palota, o Selva express, o ancora, dai locali, “direttissima”. Si imbocca 200 metri più a destra della Pensione Daniel, sul lato nord della valle, nelle vicinanze del ripetitore. Da subito si entra nel bosco, passando sotto una volta di rami vigorosi che creano ombra sul sentiero stretto. Circa a metà strada, il bosco lascia spazio alla roccia e a panorami tra i più maestosi di tutta Selva di Val Gardena. Alcuni slarghi del sentiero sono attrezzati con panchine ad hoc scolpite in tronchi d’albero, per rifocillare corpo e anima godendo dello spettacolo.

Una volta in cima al sentiero, si percorre l’ultimo saliscendi prima del rifugio (o meglio, uno scendi-sali!). Al termina della discesa e prima della salita, il sentiero si interseca con quello proveniente dalla forcella di San Silvestro, descritto al punto 2.

La forcella di San Silvestro

Difficoltà (da 1 a 10): 4, legata più che altro alla pendenza della forcella.

Io impiego: circa 1 ora per l’andata e 40 minuti per il ritorno.

Partenza: Malga Juac. Appena prima di arrivare alla malga, trovate sulla destra l’indicazione per rifugio Stevia e Col da la Piëres. Arrivare alla malga Juac dal centro di Selva richiede circa 30 minuti di cammino, che possono essere ulteriormente accorciati percorrendo buona parte del percorso in auto e parcheggiando al laghetto sopra la Pensione Daniel.  Ci sono anche alcuni piccoli bus pubblici che conducono fino qui da varie fermate a Selva. Presto scriverò un articolo a riguardo.

Arrivo: Rifugio Stevia

Ritorno: stessa strada o una di quelle descritte negli altri punti, percorse al contrario.

Ristori lungo il percorso: la malga Juac alla partenza e il rifugio Stevia all’arrivo.

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Il sentiero numero 17 gode di una bella vista sul monte Pic e sul verdissimo altopiano che dal Seceda scende dolcemente verso Santa Cristina.
Dopo aver attraversato i boschi sopra la malga Juac, si risale una stretta forcella che attraversa da una parte all’altra il massiccio del Puez-Odle. Si tratta proprio della forcella di San Silvestro che, con un sentiero in buona parte a gradoni, porta velocemente in quota.
Discesa la forcella dal versante opposto, al bivio con il sentiero La Palota, tenere la sinistra per arrivare nel giro di 10 minuti al rifugio.

La forcella Piza

Difficoltà (da 1 a 10): 5

Io impiego: dal centro di Selva, circa 2-2,5 ore, dalla stazione a monte del Col Raiser 1,5 ore.

Partenza: Il sentiero si imbocca sotto il rifugio Firenze. Per i più allenati, potete passare dalla malga Juac e proseguire sul sentiero numero 3 verso il rifugio Firenze finché, giunti quasi a destinazione, non incontrerete sulla destra l’indicazione per il rifugio Stevia. Dal centro di Selva, si raggiunge in un’oretta.
Invece, chi vuole partire più soft (come me la prima volta), può usufruire della cabinovia Col Raiser, che parte da Santa Cristina, e dalla stazione a monte raggiungere il rifugio Firenze in un quarto d’ora circa, sul sentiero numero 4. Tenendo le indicazioni per la malga Juac e Selva di Val Gardena, si raggiunge l’imbocco del sentiero per la forcella Piza dopo nemmeno 5 minuti di discesa.

Arrivo: Rifugio Stevia

Ritorno: stessa strada o una di quelle descritte negli altri punti, percorse al contrario.

Ristori lungo il percorso: Almhotel Col Raiser alla stazione a monte (con terrazza panoramica spaziale!), malga Odles posta di fronte alla stazione a monte del Col Raiser (altamente consigliata per posizione, struttura, cibo e giochi per bambini), rifugio Firenze. Se provenienti da Selva, malga Juac.

Imboccato il sentiero numero 17B, non si può più sbagliare: si attraversa un bosco fitto, poi ci si arrampica a zig zag per il ghiaione e infine si affronta l’ultimo tratto con qualche scaletta che viene in aiuto.

Il sentiero è sempre stato ben segnato e attrezzato in tutta sicurezza, tranne quando un violentissimo temporale costrinse a chiudere questa via di passaggio durante l’estate 2017.

Passati di fianco all’impressionante pinnacolo roccioso e arrivati in cima alla forcella, il rifugio Stevia si trova sulla destra e si raggiunge in 20 minuti di cammino su morbidi prati verdi intorno alla conca dell’Alpe Stevia.

Forcella di Siëles e Col da la Piëres

Difficoltà (da 1 a 10): 8

Io impiego: circa 7 ore partendo da Selva

Partenza: Il sentiero verso la forcella di Siëles parte dal Rifugio Firenze. Si può raggiungere il rifugio utilizzando la cabinovia Col Raiser, che parte da Santa Cristina: dallaa stazione a monte, si impiega un quarto d’ora in leggera discesa lungo il sentiero numero 4. Invece i più allenati possono partire direttamente a piedi da Selva, passare per la malga Juac e proseguire seguendo le indicazioni per il rifugio Firenze sempre con segnavia numero 3. Il primo laghetto che si incontra alla sinistra del sentiero é incantevole e si chiama Lech Sant.

Arrivo: Rifugio Stevia

Ritorno: Per il sentiero La Palota oppure la forcella di San Silvestro.

Ristori lungo il percorso: Almhotel Col Raiser alla stazione a monte (con terrazza panoramica spaziale!), malga Odles posta di fronte alla stazione a monte del Col Raiser (altamente consigliata per posizione, struttura, cibo e giochi per bambini), rifugio Firenze, rifugio Stevia, malga Juac se provenienti da Selva invece che dall’impianto di risalita e se si scende a valle dalla forcella di San Silvestro.

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La cima del Col da la Piëres, tra le più alte del gruppo del Puez-Odle e solitamente poco frequentata dai turisti, offre una visuale senza pari su tutta la valle e sulle montagne che la circondano.

Puntate dritto verso il rifugio Firenze e poi continuate per la forcella di Siëles lungo il sentiero numero 2/3. Al bivio con il sentiero numero 3 che conduce alla forcella Roa, tenete la destra sul sentiero numero 2: ora la forcella di Siëles è visibile davanti a voi, grazie al crocifisso a monte e allo zig zag del sentiero.

Una volta in cima alla forcella, invece di continuare a sinistra per gli altopiani dell’Alpe del Puez, tenete la destra e arrampicatevi in cima allo spuntone di cresta che vedete di fronte a voi. Attenzione a due o tre passaggi all’inizio della salita che, se soffrite di vertigini, possono risultare un pochino ostici.

Svalicato il muro, scoprirete che la cima è piatta e il paesaggio lunare. Alcuni ometti di pietra bianca sono stati eretti per facilitare l’orientamento in caso di nuvole. Vedrete avanti, sulla destra, il crocifisso del Col da la Piëres e lo raggiungerete facilmente sul sentiero pianeggiante in 10 minuti. Dalla sua posizione, la vista è impagabile.

Preparatevi quindi alla discesa, vi consiglio di indossare scarponi adatti a escursioni impegnative, che vi facciano sentire stabili e sicuri, con una suola che abbia un buon grip: la discesa dalla cima verso il rifugio percorre un ripido spiovente di detriti, ghiaioso e a tratti scivoloso.
Passerete sotto una volta in roccia e poi proseguirete rimanendo sempre sul limitare sfrangiato tra le creste del massiccio dello Stevia e la conca dell’Alpe Stevia, che ospita i caratteristici pascoli erbosi punteggiati qua e là di pecore. Passerete accanto allo spuntone della forcella Piza, da cui si vede giù in lontananza il rifugio Firenze da cui eravate partiti, e quindi arriverete allo Stevia.

La discesa può essere fatta attraverso uno qualsiasi dei percorsi descritti in precedenza.

Vallunga e Col da la Piëres

Difficoltà (da 1 a 10): 8

Io impiego: circa 7 ore partendo da Selva

Partenza: Cappella di San Silvestro all’imbocco della Vallunga. Se non sai come arrivarci, qui trovi sia il percorso a piedi dal centro di Selva sia le indicazioni per parcheggiare in auto nelle vicinanze (5 minuti di cammino dal parcheggio).

Arrivo: Rifugio Stevia

Ritorno: Per il sentiero La Palota oppure la forcella di San Silvestro.

Ristori lungo il percorso: Baita Ciampac, appena prima dell’ingresso in Vallunga, o ristoro La Ciajota nel parcheggio della Vallunga, rifugio Puez, rifugio Stevia, malga Juac se si scende a valle dalla forcella di San Silvestro.

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Dalla cappella di San Silvestro, continuare sempre dritto lungo il sentiero che si addentra all’interno della Vallunga, tenendo le indicazioni per rifugio Puez. La Vallunga è uno spettacolo unico al mondo, una conca a U modellata da un antico ghiacciaio. Una passeggiata qui riporta in pace con il mondo, ed è perfetta anche per le famiglie, gli anziani, e per chi non vuole stancarsi troppo fisicamente e preferisce godersi un buon libro o un picnic gustoso nella natura. Continua per chilometri e chilometri di boschi lussureggianti e alte fiancate montuose laterali, con un fondo regolare e una pendenza molto ridotta fino alla radura finale di Pra da Ri.

Bisogna semplicemente seguire il sentiero principale, anche se in realtà alcune deviazioni potrebbero confondervi un pochino. Ma non se seguite le mie indicazioni! Perciò:

proprio di fronte alla cappella di San Silvestro, sulla destra, in corrispondenza di un ponticello sul ruscello da cui è possibile attingere acqua, troverete un’altra indicazione per il rifugio Puez (segnavia 12), ma questa volta non seguitela (porta alla Val Chedul e al Passo Cir), continuate invece diritto.

prima di arrivare alla distesa di pascoli di Pra da Ri, un cartello posto nelle vicinanze di una panca in legno vi invita a salire sulla sinistra per raggiungere il Puez (segnavia numero 16), ma voi proseguite sempre diritto e continuate oltre la radura sul sentiero numero 14. Alla fine della Vallunga, dopo la radura, il sentiero inizia a salire nel bosco, con una breve ansa sulla sinistra è possibile deviare di 5 minuti e arrivare anche alla cascata; proseguite poi sempre dritto, attraversate il ghiaione e continuate sempre seguendo le indicazioni per il rifugio Puez.

L’ultimo bivio è con una forcella molto ripida e a zig zag con indicazione per Colfosco. Non prendete questa strada, ma svoltate a sinistra sul Col de Puez tenendo sempre le indicazioni per il rifugio e, godendovi le visuali panoramiche sulla Vallunga che avete interamente percorso, arriverete a destinazione.

Seguite ora le indicazioni di sinistra per il rifugio Firenze, su un sentiero in quota sempre con visuale sulla Vallunga, lungo l’Alpe del Puez fino alla forcella di Siëles. Si tratta tra l’altro di una parte del tracciato dell’Altavia delle Dolomiti numero 2, indicata dal 2 all’interno del triangolo rosso.

Una volta in cima alla forcella, scendendo a destra si raggiungerà il rifugio Firenze, mentre proseguendo dritto per il rifugio Stevia si salirà in cima al Col da la Piëres, per poi scendere verso lo Stevia. Da qui in poi, la strada è uguale a quella descritta nel paragrafo precedente.

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Arrampicata Sandro Pertini dalla Vallunga

Questo non é il punto 6 ma il +1, perché si tratta di una via d’accesso possibile ma non più utilizzata. Al momento il sentiero é chiuso, ma per una circostanza molto positiva: infatti proprio nella zona del canalone da cui risaliva il sentiero per l’arrampicata hanno ricominciato a nidificare le aquile.
E si sa quanto mamma aquila tenga ai suoi piccoli, tanto da essere pronta a tutto per difenderli. Per questo, il percorso diventerebbe rischioso per gli escursionisti, oltre ad andare a disturbare un’oasi naturale unica.

Passando per la forcella di San Silvestro descritta nel secondo paragrafo, é facile avvistare nel cielo la sagoma dell’aquila che si libra nell’aria per controllare in volo la zona del nido ad ali spiegate, un evento inaspettato e sempre sorprendente.

Avrete capito come in Val Gardena basta anche solo una piccola zona da esplorare per vedere paesaggi sorprendenti e sempre diversi tra loro, gustare le prelibatezze della cucina locale, passeggiare nei boschi, arrampicarsi tra le rocce ed esplorare gli angoli più nascosti del Parco naturale Puez-Odle.

Voi avete già provato tutte queste varianti? Non ditemi che ne conoscete altre!