Dopo l’impeto iniziale, gli ostacoli intercorsi e le soluzioni ritrovate con nuovo slancio, hai saputo come barcamenarti tra le mille emozioni che ti divorano mentre organizzi il tuo viaggio fai da te. E’ arrivato il momento finale, quello che ti porterà ad avere tra le mani l’itinerario definitivo.

Se ti sei perso qualche passaggio, consulta anche gli articoli precedenti su come organizzare un viaggio fai da te e come organizzare un viaggio da solo. Altrimenti, ultimi 3 passi e sei arrivato… non a destinazione, ma alla linea di partenza!

8. Stila il programma del tuo viaggio fai da te

Giunti al punto 8, ti sembrerà ormai di essere già sulla strada con il tuo zaino sulle spalle, pronto per la tua avventura. Ma non andare troppo di fretta, prima devi stilare il programma definitivo e controllare che tutto, ma proprio tutto, sia stabilito in modo impeccabile.

Che cosa ti serve? Appunti dei punti 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7, un nuovo foglio bianco su cui procedere senza più esitazioni, Google Maps.

Inizia a scrivere solo ciò di cui sei sicuro, più o meno in questo modo:

Giorno A arrivo in aeroporto alle ore … trasferimento fino all’hotel con il transfer … che parte alle ore … e arriva in via … con biglietto che si acquista dove? Per raggiungere l’alloggio passare in via …

Il giorno successivo andare alla fermata del bus in via … Il bus parte alle ore … quindi partire dall’alloggio alle ore … Il bus è il numero … diretto a … e la fermata a cui devo scendere è la prima? Seconda? Terza? Quando scendo, imboccare via … e andare a prendere il sentiero che si trova vicino a … Per quanti chilometri dovrò camminare? Su che tipo di percorso, sterrato o asfaltato? In piano o con saliscendi? Troverò dei punti di ristoro o devo procurarmi prima il necessario? Dove trovo un negozio di alimentari per fare provviste? Dove trovo un ufficio turistico se ho bisogno di chiedere informazioni? 

E avanti di questo passo.

Su Google Maps puoi rivedere ancora le distanze in chilometri (anche se purtroppo alcuni percorsi a piedi non sono segnati e occorrerà cercarli sui siti del luogo) e inoltre, puntando il mouse su un punto e premendo il tasto destro, troverai la dicitura “Che cosa c’è qui” e il satellite ti proietterà direttamente sulla strada mentre sei ancora a casa tua.

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Una precisazione: organizzando il tuo viaggio fai da te e riguardando le strade da percorrere su Google Maps, cerca di riconoscere come vengono segnalati tunnel e gallerie e controlla se sono presenti sul tuo percorso. Cerca di far rientrare il tratto del percorso nei tragitti che percorri con i mezzi, perché:

  • per alcuni, è proprio vietato per legge percorrerli a piedi
  • anche se ti è permesso, percorrere una galleria a piedi non è quasi mai una bella esperienza. Da casa non puoi sapere se nel tunnel c’è un marciapiede predisposto, se la galleria è abbastanza larga o se c’è una buona illuminazione.

Se ne trovi sul tuo percorso, cerca di capire se ci sono sentieri per aggirarle a piedi e se questi sentieri non sono troppo impegnativi (se per aggirarle devi salire in cima a un monte e ridiscendere, dovrai per lo meno rivalutare il tempo necessario per quella tappa dell’itinerario). Se non ci sono vie alternative, calcola che la galleria non sia troppo lunga, cammina sul lato che ti permette di vedere meglio le macchine che ti vengono incontro e cerca di avere con te qualcosa di ben illuminato e rifrangente.

L’ho imparato a mie spese quando, durante il mio viaggio alle isole Lofoten, percorsi a piedi il tragitto dal Lofotr Viking Museum di Bøstad a Unstad, il paradiso dei surfisti, incontrando ben due gallerie lungo Saupstadveien. In effetti, i due tratti di strada colorati in grigio sono ben visibili dalla mappa, ma allora non ci avevo fatto caso.

Giunta alla prima galleria, il percorso che passava al di sopra della collina era ben visibile e mi fece spuntare poco dopo proprio allo sbocco del tunnel.

Alla seconda invece, la più lunga delle due, non vidi la strada alternativa (consisteva in un sentiero sterrato che si diramava da destra circa 800 metri più indietro dell’ingresso del tunnel e giungeva fino a Unstad) e attraversai la galleria il più velocemente possibile con la torcia del cellulare accesa di fronte a me: quando emersi dall’altra parte tirai un bel respiro di sollievo!

9. Fai da te è anche… prevedere piani B!

Una volta che, tra ostacoli, riscritture, correzioni, intoppi e soluzioni, sarai arrivato a stilare il tuo programma definitivo, lascia passare un giorno o due e poi rivedi il tutto come se fosse la prima volta: tutto a posto? Tutto ti convince? Perfetto!

Ma se non dovesse filare tutto per il verso giusto? E’ buona abitudine prevedere anche un piano B, cioè: che cosa faccio se questo giorno che devo camminare 25 chilometri sulle dune di sabbia piove a dirotto? Che cosa faccio se scopro che mi ero sbagliato e questo bus non c’è?

Anche così, non si può essere assolutamente certi che vada tutto nel migliore dei modi o che tu non debba fare ricorso a piani alternativi che diventano necessari cammin facendo, ma evita di doverti trovare nel bel mezzo del nulla, dove passa un solo bus al giorno e la casa più vicina è a 45 km di distanza.

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10. Organizzazione top? Conferma tutto!

Tutto fatto? Non indugiare oltre e prenota tutto. E’ arrivato il momento di scegliere i luoghi dove alloggiare, in modo che siano comodi per il tuo itinerario, per visitare il paese in cui sorgono e per prendere eventuali mezzi (se devi prendere un treno alle 4:30 del mattino successivo, meglio vicino alla stazione).

Alcuni mezzi necessitano di prenotazione o permettono uno sconto sul biglietto se prenotati con anticipo, quindi dai un’occhiata anche a questo. Talvolta per prendere i mezzi è necessario avere una carta speciale riservata ai turisti, che va prenotata da casa. A proposito di biglietti: interessati se si possono fare direttamente a bordo o se è necessario recarsi in un’agenzia, se si può pagare con bancomat o se sono necessari gli spiccioli.

Interessati se conviene cambiare i soldi oppure no e quali circuiti bancari sono accettati.

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Ma cerca anche quali sono i piatti tipici da gustare, i personaggi storici che sono nati nella zona, le cose insolite da provare. Cerca come si pronunciano i nomi dei luoghi che visiterai e le lettere che non fanno parte del tuo alfabeto, cerca le parole e le frasi più semplici nella lingua del luogo e, mentre sei là, se riesci, fatti insegnare qualcosa da quelli che la parlano, ti dirà qualcosa in più su dove ti trovi: lo sai che in islandese ci sono ben trenta parole per indicare la neve e che sono ancora di più i modi per descrivere le sfumature di blu?