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L’isola di Skye é aspra, cruda e mozzafiato. Ma nasconde, tra le valli e gli anfratti rivestiti di verde velluto, angolini romantici e colori pastello. Preparatevi a rimanere a bocca aperta a ogni svolta, di fronte a un pinnacolo di roccia stagliato sul cielo, al panorama sulla costa frastagliata o… a un gregge di pecore dal muso nero che passeggia placidamente in mezzo alla strada!

In questo articolo troverete una serie di percorsi tematici, per scegliere in base ai vostri interessi che cosa vedere e che cosa fare sull’isola di Skye. Ho cercato di abbinare, nel limite del possibile, dei trekking più o meno lunghi intorno ai luoghi di interesse, in accordo con il mio stile di viaggio.

Seguiranno altri post con le indicazioni pratiche per organizzare un viaggio su questa meravigliosa isola scozzese, ma se avete delle domande scrivetemele già da ora nei Commenti.

Isola di Skye: itinerario must-see

Qualcuno di voi ha già sentito nominare Portree? Probabilmente siete dei fan di Harry Potter e ha echeggiato in voi “the Pride of Portree”, la squadra femminile di Quidditch citata nel libro. Ma lasciando da parte questo piccolo particolare, Portree é solitamente il luogo che non manca mai negli itinerari su Skye. É il centro più grande di tutta l’isola, cento dei trasporti via mare e via terra, con una baia colorata da favola, alcuni piccoli negozi caratteristici, locali, ristoranti e numerose possibilità di alloggio per tutte le tasche. Essendo più o meno nel centro dell’isola di Skye, é una buona base per visitare l’isola in auto.

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Da Portree, parte anche il sentiero naturalistico circolare di Scorrybreac, che si imbocca nelle vicinanze del Cuillin Hills hotel. Per una visuale altamente panoramica immersa nei boschi, si può proseguire questa passeggiata fino a Sithean Chumhaing, detto anche The Fairy Pass.

Tra i must-see dell’isola di Skye, non si possono poi dimenticare:

  • Neist Point, il faro all’estremità ovest, in una magnifica posizione panoramica. Viene solitamente raggiunto a piedi dal parcheggio sulla strada che da Milovaig procede verso sud-ovest in direzione Waterstein. Dicono che, sedendosi su uno scoglio in prossimità del faro, spesso si possa vedere lo spruzzo delle balene che passano non troppo al largo. Una magnifica vista sul Neist Point si ha anche dal sentiero costiero che da Ramasaig arriva a Waterstein Head, uno dei più panoramici e solitari di tutta l’isola.
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  • Old Mann of Storr, la montagna più conosciuta, il pinnacolo presente in tutte le rappresentazioni dell’isola di Skye e visibile da diversi punti dell’isola. É formata da numerosi strati di lava, si contano 24 estrusioni separate. Il sentiero circolare che passa per l’Old Man, sale fino a Coire Scamadal e scende dal passo Bealach Beag offre visuali incredibili su tutta la catena The Storr e sull’intera isola di Skye.
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Isola di Skye: itinerario nella natura

La natura é l’assoluta protagonista dell’isola, selvaggia e incantevole come ce la si può aspettare, anzi, di più.
Dove ammirarla al meglio?

  • Quiraing, un altopiano immerso tra le cime aguzze dei monti, gli altopiani, e le formazioni detritiche franose. Conviene prendersi un giorno per attraversarlo con calma, sul sentiero in loop che parte e ritorna all’omonimo parcheggio. Io sono partita a piedi da Uig, arrivando al parcheggio dopo circa 9 km, ho percorso il sentiero salendo da “The Table” e scendendo dal sentiero in costa sul Meall na Suiramach (la Collina della Fanciulla) e quindi sono ridiscesa a piedi fino a Staffin, per un totale di 21 km. Si può fare!
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  • Una zona ottima per il trekking e l’arrampicata nella natura sono i monti Cuillins, nella zona centro-meridionale dell’isola, suddivisi in Black Cuillins, dalle cime più alte, e Red Cuillins, più tondeggianti. Uno degli itinerari più spettacolari sale sul Bla Bheinn, con un’ascesa emozionante in mezzo ai monti, tra i quali emerge come un re, allo stesso modo in cui lo descrisse MacCulloch nel suo libro del 1905 The Misty Isle of Skye.
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  • Se vi siete stancati delle montagne, si può poi passare alle spiagge. Anche in questo caso l’isola di Skye offre spunti naturalistici spettacolari. Ad esempio la Coral Beach, raggiungibile da Dunvegan Castle o dal villaggio di Claigan, una candida mezzaluna tra il blu e il verde, costituita da alghe che sembrano coralli. Di fronte alla spiaggia, si vede una piccola isola detta Lampay, raggiungibile a piedi nei periodi di bassa marea. Tuttavia, la spiaggia più bella di Skye é probabilmente un’altra, quella di Sleat, all’estremo sud dell’isola, il luogo perfetto per un picnic e, perché no, per una nuotata. Si raggiunge dal parcheggio situato al termine di una strada a corsia unica, 10 minuti dopo il paese di Armadale.

Isola di Skye: itinerario nell’arte

É possibile anche esplorare la parte creativa di Skye, seguendo il superbo sentiero tra le ispirazioni di artisti e artigiani. Le arti spaziano dalla scultura alla fotografia, dal tessile alla pittura, e le possibilità sono pressoché infinite.

Per citare i luoghi già incontrati in questo articolo, possiamo sicuramente parlare di Portree. La città meriterebbe un post a sé, a cui presto mi dedicherò, tuttavia alcuni esempi possono essere il laboratorio fotografico di Ronald MacDonald o il laboratorio di pittura di Marion Boddy-Evans.

E poi come non citare la Uig Pottery, nell’incantevole paesino di Uig, vicino a Fairy Glen e alla strada per Quiraing, da cui partono i battelli per le Ebridi. Avrei passato ore a osservare la signora che pazientemente realizza e dipinge gli oggetti esposti.

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Altri stop obbligati sono la Ellishadder Gallery, nelle vicinanze di Kilt Rock, che ospita anche una tearoom, la Kelpie Crafts Gallery nelle vicinanze di Neist Point, la Aird Old Church Gallery sulla strada per Sleat beach, …

Per saperne di più, vi lascio il link dove poter trovare anche una mappa dettagliata.

Isola di Skye: itinerario nel mistero

Tantissimi sono i luoghi dell’isola di Skye la cui storia si avvinghia nel tempo, dove leggenda e verità indissolubilmente si intrecciano. Molto spesso questi luoghi non sono nemmeno segnati sulla mappa, ma basta dare uno sguardo intorno e si percepisce un’atmosfera rarefatta e fatata. Le leggende si rivelano nei nomi propri dei luoghi, con frequente ritorno dell’aggettivo “fairy” o del prefisso gaelico “sigh-“, pronunciato shee, che indica la presenza di componenti del Piccolo Popolo.

Tra i luoghi più conosciuti avvolti tra storia e mistero, si possono citare:

  • Fairy Pools. Sono uno dei luoghi più famosi dell’area meridionale. Si raggiungono agilmente dalla strada che da Carbost porta a Glenbrittle, dal parcheggio indicato come “Glumagan na Sithichean”. In questa valle, un torrente ha dato origine ad anse, piccole cascate limpide e specchi d’acqua color smeraldo detti appunto Le Piscine delle Fate.
  • Fairy Glen. É uno dei luoghi che mi ha colpita di più. Si tratta di una serie di colli che sembrano rivestiti in velluto verde, dalla punta arrotondata, percorsi solo da pecore dal muso nero e silenzio. Una sola ha una cima rocciosa sulla quale é possibile salire e che per il suo aspetto é detta Castle Ewen. Alcuni cerchi di pietra concentrici contribuiscono al mistero di questo luogo. Si può raggiungere da Uig a piedi oppue in auto, prendendo la strada secondaria per Balnacnoc. Questo nome indica l’abitato posto subito dopo Fairy Glen, da cui partono numerosi sentieri per il trekking. Per esempio, andando verso nord, é possibile arrivare fino in cima al Beinn Edra e ritornare quindi a Uig con un itinerario circolare che passa anche per le cascate di Glen Conon. Un’altra possibilità é invece quella di procedere da Balnacnoc verso sud fino alla cima del Ben Brogaskil, per poi ridiscendere verso il villaggio di Earlish e quindi alla strada principale che costeggia la baia di Uig.
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  • Sligachan Bridge. Situato accanto alla strada principale dell’isola che da Kyleakin risale verso Portree, questo ponte dà il meglio di sé al tramonto, quando i colori del cielo si specchiano sulle acque e una brezza leggera corre dai Cuillins alle sue spalle verso il mare. La leggenda narra che, immergendo il viso direttamente nelle acque del fiume, la figlia della guerriera scozzese Scáthachs acquistò la saggezza necessaria per mettere pace tra sua madre e il guerriero irlandese Cúchulainn. Da quel giorno, bagnare il viso direttamente nel fiume e lasciarlo immerso per 7 secondi assicura bellezza e conoscenza eterne.
  • Duntulm Castle. Situate nell’estremo nord dell’isola, le rovine di questo castello sembrano infestate dai fantasmi. Uno appartiene a Hugh MacDonald, rimasto a lungo imprigionato nelle segrete, le cui urla si odono ancora tra le mura. Un altro è il piccolo fantasma del figlio dei proprietari, caduto dalla scogliera per inattenzione della balia. Quest’ultima fu spedita per punizione in mezzo all’oceano su una barca bucata, ma il suo fantasma ritornò ugualmente al castello, dove vaga ancora oggi accompagnato dal pianto funereo del bambino. E tanti altri, le cui storie riportano indietro nel tempo, tra le vicissitudini di un’isola a tratti inospitale, avvolta tra nubi e misteri fitti.

Visto che la cosa sta andando per le lunghe, che cosa ne dite di fermarci un attimo, fare il pieno di energie e ripartire alla grande con gli altri 4 itinerari sull’isola di Skye nel prossimo post? Ci state? Intanto, per tutte le domande, le curiosità e i commenti, fatemi sapere qui sotto!

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