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Perché parlo al plurale? In realtà, come dice il nome, Seljalandsfoss é una sola cascata (foss in islandese), originata dal fiume Seljalandsà, ma non tutti sanno che proseguendo nella stessa vallata si trovano altri salti degni di nota ma molto meno conosciuti. Senza contare che, nella zona circostante la cascata, ci sono un sacco di attrazioni da non perdere per nulla al mondo

Seljalandsfoss si merita tutta la popolarità che si é guadagnata nel tempo, come vero e proprio simbolo dell’Islanda autentica, quella dove la natura é la sola e unica protagonista e non ha eguali in nessun altro luogo al mondo. Una delle sue particolarità é quella di potervi entrare dentro, passare dietro al getto e costeggiare la pietra liscia, come in una caverna magica in cui si ricevono un sacco di schizzi!

Se stai cercando che cosa vedere in Islanda, quali sono i migliori punti lungo la ring road o le attrazioni più belle nel Sud dell’Islanda, certamente Seljalandsfoss non può mancare, ma nemmeno la cascata nel canyon, e tra poco ti dirò come raggiungerla in 5 minuti.

E se sei interessato anche alle altre cascate d’Islanda, dai un’occhiata alla mappa che trovi in fondo al post. Buona lettura!

Seljalandsfoss: come arrivare

Arrivare a Seljalandsfoss é molto semplice, perché si trova a meno di 1 chilometro dalla ring road, la strada numero 1 che percorre ad anello tutto il perimetro dell’isola. Il parcheggio é ampio e vicinissimo alla cascata.

Arrivando da Reykjavik, e in generale da ovest, la cascata inizia a intravedersi da lontano, e l’indicazione si trova sulla sinistra, appena dopo un ponte. Arrivando da Vik, e in generale da est, la deviazione si trova invece sulla destra.

Se, come me, viaggiate a piedi e con i mezzi pubblici, allora i bus che fermano di fronte alla cascata sono il 20, che va da da Reykjavik a Skaftafell e viceversa (20a), e il 21, che va da Reykjavik a Skogar e viceversa (21a). Per gli orari, consultate il sito www.ioyo.is.

Seljalandsfoss: dove dormire nelle vicinanze

La notte precedente il mio arrivo alla cascata di Seljalandsfoss, ho dormito nei meravigliosi cottages in legno di Hellisholar cottages, in Fljotshlidarvegur, un’esperienza che vi consiglio caldamente.

Il giorno dopo, la mia tappa a piedi é cominciata la mattina presto tra distese di terra verde a perdita d’occhio, cavalli dalle lunghe criniere, timide pecore, montagne con le cime immerse nelle nubi, cascate che si tuffano dalle loro sommità.

E pensare che, un tempo, i fiumi provenienti dai ghiacciai degli altopiani centrali e diretti a sud si tuffavano direttamente nell’oceano da altissime scogliere, con cascate super scenografiche, quando al posto delle lowlands c’era il mare. Ora le scogliere sono montagne e Seljlandsfoss e le sue sorelle atterrano sul terreno, descrivendo talvolta piccoli stagni, altre rigagnoli, altre ancora fiumi diretti verso il mare.

Dopo un violento temporale, é uscito un sole splendente e un cielo di un blu così profondo che non potevo immaginare cornice migliore per giungere a piedi sotto la cascata.

Ho poi preso il bus 20 per raggiungere Vik, dove ho passato la notte al Welcome Hotel, detto anche Puffin Hotel, senza pretese ma pulito. Vik é un meraviglioso villaggio islandese, con una posizione incredibilmente affascinante, immerso nella natura ma a cavallo della Route 1 e, cosa migliore di tutte, vicino alla stupenda spiaggia nera di Reynisfjara. Ma questa é un’altra storia, di cui presto vi parlerò.

Infine, vi segnalo che proprio a Seljalandsfoss, procedendo verso sinistra, nelle vicinanze della cascata nascosta di Gljufurarfoss di cui vi parlo più avanti in questo post, é possibile campeggiare ad Hamragardar in una cornice unica al mondo.

Seljalandsfoss: che cosa fare a 2 passi

Seljalandsfoss si trova in una posizione comodissima, sulla rotta più percorsa dagli itinerari turistici nel Sud dell’Islanda. Per questo, nelle sue vicinanze ci sono un sacco di altre cose da fare, e di must see! Ad esempio la già citata Vik con la spiaggia di Reynisfjara e tutta la zona circostante, dove tra l’altro sono state girate alcune scene de Il Trono di Spade, per non parlare dell’altra celeberrima cascata del Sud, Skogafoss, e procedendo verso est della cascata nera di Svartifoss, il parco di Skaftafell e la laguna degli iceberg Jokulsarlon (altra location de Il Trono di Spade).

Ma, oltre a queste mete più famose, ce ne sono altre decisamente meno conosciute, anche nelle vicinanze di Seljalandsfoss. Di seguito trovate 3 spunti insoliti e alternativi per apprezzare al pieno l’area intorno alla cascata e l’intera Islanda, un luogo dove dietro ogni curva della strada c’è qualcosa in grado di lasciarvi a bocca aperta. Per questo, vi dò un consiglio spassionato: prima di partire, progettate tutto con cura, ma una volta sul posto non abbiate paura di prendere strade alternative nè di perdervi, le sorprese daranno forma a giorni uno più indimenticabile dell’altro.

  • Spiaggia di Solheimasandur, con il relitto aereo abbandonato del Douglas Super DC-3 della US Navy. Più o meno a metà strada tra Seljalandsfoss e Vik, c’è una luogo che in molti cercano ma in pochi trovano. E quei pochi godono di un angolo appartato, unico al mondo e perfetto per le foto. Non bastava l’enorme piana islandese, la spiaggia scura, l’oceano a perdita d’occhio, il meteo variabile che in dieci minuti dipinge tutte le sfumature possibili sulla volta del cielo… qui c’è anche il relitto di un aereo americano caduto dal cielo negli anni Settanta, d’improvviso, come un meteorite metallico, e rimasto qui da quel giorno, eroso dalle intemperie e circondato da un alone di mistero e da miriadi di leggende. Non é l’unico relitto aereo abbandonato sul suolo islandese, ma questo ha la fama di essere uno dei luoghi più pericolosi d’Islanda, perciò fate attenzione quando cercate di raggiungerlo, sia a piedi (4 km dalla Route 1) sia in auto (solamente con veicoli idonei ad attraversare i campi di lava).
  • Isola di Vestmannaeyjar. Poco più a sud di Seljalandsfoss, a Landeyjahofn, si trova l’attracco del traghetto Herjolfur che in circa 25 minuti porta alle isole Vestman, le isole dell’isola. Solo per gli amanti dei luoghi davvero… isolati! In realtà, si tratta di un arcipelago di 15 isole di cui solamente la maggiore, Heimaey, é abitata. Il suo profilo caratteristico e l’incantevole abitato sono inconfondibili. Anche se la sua superficie é davvero ridotta, a Vestmannaeyjar si può davvero trovare di tutto: hotel, cottages, musei, ristoranti per tutte le tasche, il campo da golf più verde del mondo nel cratere di un vulcano e ogni tipo di tour e avventura all’aria aperta.
    Come raggiungere Heimaey? Il traghetto Herjolfur compie parecchi viaggi andata e ritorno da Landeyjahofn, trasportando anche le auto e impiegando meno di mezz’ora. L’altra possibilità é un viaggio in traghetto un po’ più lungo, di poco meno di 3 ore, partendo da Thorlakshofn, a sud-est di Reykjavik. Per raggiungere i due porti con i mezzi pubblici, consultate gli orari su questo sito; le linee sono: la 52 Reykjavik-Landeyjahofn nel primo caso, mentre nel secondo occorre prendere prima il bus 51 e poi cambiare a Hveragerdi con il 71. Vi ricordo che in entrambi i casi i bus Straeto non fermano al BSI di Reykjavik ma in via Alfabakki a Mjodd, un quartiere a sud-est della città. Per chi preferisce viaggiare in aria e non per mare, é possibile anche sfruttare il piccolo aeroporto di Vestmannaeyjar, dove atterrano voli dall’aeroporto principale, quello di Keflavik (20 minuti di volo totali), oppure da quello di Bakki (10 minuti di volo), che si trova anch’esso a sud della cascata di Seljalandsfoss, non lontano da Landeyjahofn.
  • Trekking di Fimmvorduhals, da Skogafoss a Thorsmork. Il trekking parte dalla celeberrima cascata di Skogafoss, di cui si risalgono le ripide scale sulla destra. Una volta in cima alla cascata, si prosegue risalendo il corso del fiume. Il trekking viene solitamente suddiviso in due tappe, della lunghezza di circa 15km l’una, anche se c’è chi lo percorre tutto d’un fiato in 8-10 ore. Può anche accadere che quest’ultima non sia una scelta ma una necessità, dato che trovare posti letto disponibili nell’unico rifugio sul percorso, quello di Fimmvorduhalsskali Hut, non é impresa facile. Consigliata assolutamente la prenotazione con largo anticipo. Ci sono altri ripari lungo il percorso in realtà, ma si tratta di bivacchi non attrezzati. Non mi dilungo oltre, vi dico solo che la vista dal passo Fimmvorduhals, a 1043 metri, spazia tra le due calotte dell’Eyjafjallajokull e del Myrdalsjokull, fino ai nuovi campi di lava creati dall’eruzione che nel 2010 bloccò il traffico aereo di tutta Europa, e al Laugavegur, il trekking islandese più famoso, che attraversa gli altopiani centrali tra lande deserte, laghi e pendii variopinti. Questi due percorsi per il trekking si incontrano a Thorsmork, dove si arriva dopo aver percorso la spettacolare Cat’s Spine ridge, o Kattarhyggir. Per tutte le info, vi rimando a questo sito.

Che cosa metti nello zaino per un viaggio all’insegna del trekking?


Seljalandsfoss, le cascate segrete d’Islanda

Una delle cose più particolari di Seljalandsfoss, che solo poche cascate al mondo possono vantare, é la possibilità di addentrarsi a piedi proprio all’interno della cascata, dietro al suo getto.

Il sentiero passa a destra della cascata e, con qualche scivoloso scalino, porta proprio all’interno della grotta scavata nella roccia dietro al cascata, per poi ridiscendere alla sua sinistra. Un’esperienza che é stata una delle più indimenticabili della mia vita!

Non dimenticate il giusto equipaggiamento: scarpe adeguate per fondo scivoloso, k-way o mantella impermeabile perché ci si bagna!, macchina fotografica ed eventualmente cavalletto perché un’occasione del genere capita raramente e spesso si gode di un magnifico arcobaleno tutt’intorno al getto d’acqua… la ciliegina sulla torta!

Tuttavia, non fate l’errore di fermarvi qui, come stavano facendo due ragazzi australiani che poi mi hanno ringraziata di averli spinti ad andare oltre. Guardando la cascata principale, il sentiero continua verso sinistra: si incontra prima una cascata minore e poi la meravigliosa Gljufrabui, o Gljufurarfoss, un’incredibile bellezza nascosta. Come dice il nome, si tratta di una cascata “che vive all’interno di un canyon“. Si scendono due o tre gradini, si costeggia un ruscello per un metro o due, si passa sotto un arco di roccia e ci si ritrova proiettati in un mondo parallelo. Il silenzio é rotto solo dal getto d’acqua che scroscia dall’alto e dallo sciabordìo delle gocce d’acqua che percorrono di corsa le pareti verticali. Anche la luce proviene solo dall’alto, in un fascio che penetra all’interno della colonna di roccia, disegna un cerchio dorato sulla pietra scura e fa scintillare gli schizzi d’acqua come fossero diamanti.

Non si vorrebbe più andar via da un posto come questo, ma quando troverete il coraggio sappiate che intorno alla cascata c’è tanto spazio per un picnic nella natura, magari con uno degli ottimi hotdog venduti al punto di ristoro del parcheggio, dove é possibile pagare con carta, come in tutti i posti, anche i più remoti, dell’Islanda.

In cerca di consigli per organizzare un viaggio fai da te?


Mappa delle cascate più belle d’Islanda

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Vi dico la verità: questo è uno degli articoli che ho scritto con più piacere ed emozione, perchè a ogni virgola e parola corrispondono sensazioni uniche e incontenibili, che esplodevano in me e si riversavano sullo schermo. Non saprei se sia riuscita a passarvi almeno un po’ della magia di questo posto e dell’isola che mi ha rubato il cuore. In ogni caso, dovete andarci!

Se vi serve qualche informazione o anche solo se volete fare un saluto, ci sono i Commenti sotto.

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