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Nella pagina precedente ho parlato di che cosa sapere prima di andare a Capo Nord, di come organizzare l’itinerario di viaggio per Capo Nord e di come spostarsi sull’isola di Magerøya. Ora passiamo alle note pratiche su dove dormire, che cosa portare, che cosa vedere di insolito vicino a Capo Nord, le indicazioni per il trekking sull’isola e il mio itinerario completo a piedi e con i mezzi pubblici da Alta a Capo Nord.

  • Dove dormire a Capo Nord

I costi per gli alloggi sono abbastanza elevati nei dintorni di Capo Nord. Questi sono concentrati a Honningsvåg, Skipsfjord, Kamøyvær, Skarsvåg e Gjesvær.

Gli alloggi sono per lo più hotel, oppure camping, talvolta con bagni condivisi, dove è possibile alloggiare con la propria tenda o il proprio camper, oppure semplicemente utilizzando i cottage come una normale camera. A Honningsvåg è disponibile anche un ostello con prezzi abbordabili.

Vi elenco di seguito i luoghi in cui ho dormito io, con le distanze da Capo Nord e i prezzi riferiti a una camera doppia:

  • Alta: Thon Hotel. 263 km. 155€
  • Skaidi: Skaidi Hotel. 151km. 98€
  • Skarsvåg: Nordkapp Caravan og Camping. 13km. 98€
  • Honningsvåg: Scandic Brygge. 34km. 219€
  • Skipsfjord: Nordkapp Camping. 25km. 83€
  • Gjesvær: Nygård Apartment. 40km. 132€
  • Hammerfest: Smarthotel Hammerfest. 207km. 104€
  • Che cosa portare per un viaggio a Capo Nord

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Non servono visti o vaccinazioni particolari per la Norvegia, soltanto tanta voglia di stare a contatto con la natura.

Portate con voi delle calzature adatte per il trekking, come quelle che ho descritto nell’articolo su quali calzature portare per un viaggio on the road. Se percorrerete il mio itinerario, camminerete sia su asfalto sia su sterrato, perciò siate pronti per entrambi, con scarpe da running ma anche scarponcini da trekking.

Come coprirvi? E’ raro trovare giornate calde e assolate, anche se io sono stata così fortunata da andare a Knivskjelloden con un sole splendente e in maniche corte, cosa che alcuni locali mi hanno confermato essere rara. Il giorno prima, avevo indossato tutto ciò che avevo: maglia maniche corte, maglia maniche lunghe, giacca antivento, pile e giacca pesante. Guanti leggeri, scaldacollo e cappello. Era luglio.

Se avete altri dubbi, date un’occhiata anche al mio articolo su come preparare lo zaino per un viaggio zaino in spalla.

  • Cose particolari da vedere vicino a Capo Nord

  • Persone gentili e disponibili, disposte ad aiutarvi e a rispondere ai vostri dubbi, con un’ottima conoscenza dell’inglese.
  • Un paesaggio aspro e talvolta brullo, d’altra parte Magerøya significa “l’isola scarna”. Non cresce molto a queste latitudini, solamente vegetazione bassa, che cresce attaccata al suolo sferzato dai venti. Se così non fosse, non sareste alla fine del mondo.
  • Un museo delle pitture rupestri tutelato dall’Unesco.
  • La statua del cane Bamse, tra l’ufficio turistico di Honningsvåg e il porto d’attracco delle navi. Questo San Bernardo, durante la Seconda Guerra Mondiale, è diventato il simbolo della libertà norvegese.
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  • Il bar dove è sempre Natale: è quello di Jul e Vinterhus, a Skarsvåg.
  • Gallerie d’arte e artigianato.
  • Le renne e le leggende dei Sami, il popolo degli allevatori. Uno dei più famosi è Nils Somby, che abita un kilometro dopo la diramazione per Skarsvåg lungo la E69, la strada principale. Ogni anno, lui e la sua famiglia impiegano circa due settimane per condurre il loro branco di renne da Karasjok, dove passano l’inverno, all’isola di Magerøya, che in estate offre pascoli migliori. E’ possibile parlare con lui e ascoltarlo mentre canta il tradizionale joik appartenuto per tradizione alla sua famiglia. Qui trovate alcuni video grazie ai quali farvi un’idea più chiara di che cosa sia uno joik. Troverete anche alcune botteghe con artigianato duodji, l’unico originale sami. Ad esempio a Honningsvåg, leggermente spostata rispetto all’attracco dei traghetti, di fronte al bar ristorante The Corner.
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  • Il posto perfetto per vedere le aquile di mare, i puffin e il sole di mezzanotte, ovvero il paese di pescatori di Gjesvær, con l’isola di Gjesværstappan.
  • Il lungomare assolato di Hammerfest, la città dell’orso polare.
  • Sentieri per il trekking sulle montagne, che dall’alto offriranno panorami incredibili. A proposito…
  • Dove fare trekking vicino a Capo Nord

Tra i trekking più conosciuti, il trekking per Kirkeporten, che inizia da Skarsvåg, e quello per Knivskjelloden, il punto più a nord dell’isola.

Ci sono due vie di entrata al sentiero per Kirkeporten:

  • appena presa la Fv171 che, devia a destra dalla E69 per condurre a Skarsvåg, si incontra il Kirkeporten Camping, di colore rosso. Subito dopo il camping, sulla sinistra, trovate le indicazioni per Kirkeporten.
  • oppure, procedendo sulla Fv171 e arrivando nel centro del paese, trovate la seconda indicazione sulla sinistra, nel piccolo spiazzo di fronte al Turisthotel. Il sentiero per Kirkeporten inizia tra il Turisthotel e la casa blu adiacente (almeno, nel 2017 era pitturata esternamente di un blu acceso e sul suo retro pascolavano sempre gruppi di 15-20 renne!).
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Potete anche salire da una parte e ritornare dall’altra. In ogni caso, vi consiglio caldamente una visita a Kirkeporten, tra stop fotografici e tutto il resto impiegherete circa 2 ore tra andata e ritorno.

Il sentiero per Knivskjelloden invece inizia da un parcheggio sulla sinistra della E69, circa 6 chilometri più indietro dei cancelli di accesso a Capo Nord. Il sentiero è lungo 9km, per un totale di 18 andata e ritorno.

Dopo un inizio pianeggiante, l’andata procede in discesa tra lande deserte e laghi, e termina in un lungo passaggio su scogli piatti, con vista sulla falesia di Capo Nord, sulla destra. Di contro il ritorno sarà in salita.

Non è raro che durante l’anno qualche turista si avventuri in giorni di scarsa visibilità e debba ricorrere ai soccorsi, vista la mancanza di punti di riferimento e la densità che le nubi possono raggiungere in queste zone, perciò evitate se il tempo non è più che bello. Portatevi anche da bere ed eventualmente uno snack, visto che non c’è nessun punto di ristoro sul percorso.

Ci sono anche altri hiking sull’isola. Se siete interessati, potrebbe essere un’idea acquistare una mappa da G-Sport, che si trova sulla rotonda dietro l’ufficio informazioni. Lì hanno delle mappe esaustive.

  • Il mio itinerario di viaggio a Capo Nord

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  • Giorno 1, un torrido martedì di fine luglio a Milano. Primo volo Milano – Oslo Gandermoen. Secondo volo: Oslo Gandermoen – Alta. Partenza ore 13:05, arrivo ore 19:40. Prezzo per una persona con andata su Alta e ritorno da Hammerfest 220€. Ho scritto un post sugli aeroporti più comodi per raggiungere Capo Nord qui. Raggiungo il centro di Alta a piedi (4 km).
  • Giorno 2: visita al museo di Hjemmeluft delle incisioni rupestri, più info su come raggiungerlo qui. Partenza ore 14:30 con bus 62 per Skaidi. Viaggio niente male, Skaidi tutto sommato a mio parere una sosta evitabile.
  • Giorno 3: bus 62 da Skaidi a Honningsvåg. Visita di Honningsvåg. Bus 404 fino a Skarsvåg. Sentiero per Kirkeporten, impressionanti formazioni di roccia e tante renne!
  • Giorno 4: A piedi da Skarsvåg a Capo Nord. Sono circa 14 km di sali e scendi su asfalto, io ho impiegato circa 3 ore. Ritorno a Honningsvåg con bus 211.
  • Giorno 5: Bus 404 fino al parcheggio per Knivskjelloden. Sentiero per Knivskjelloden. Vista la bella giornata, sfruttiamo poi un passaggio in auto per ritornare a Capo Nord e vedere le scogliere col sole. Ritorno a Honningsvåg con bus 211, quello su cui conosciamo l’autista fan dei Rolling Stones. Notte a Skipsfjord.
  • Giorno 6: da Skipsfjord a Gjesvær, per un totale di 27 km a piedi. Decisamente un lungo viaggio con uno zaino in spalla, ma la Fv156 è una delle strade più belle che abbia mai percorso, soprattutto nella parte più vicina a Gjesvær. Boat tour intorno a Gjesværstappan.
  • Giorno 7: Ritorno con bus prenotato FLEXX81 fino a Honningsvåg, bus 62 fino a Olderfjord, bus 66 fino a Hammerfest. Visita della città.
  • Giorno 8: Ritorno in aereo. Partenza alle 9:10 da Hammerfest. Scali a Tromsø, Oslo Gandermoen e Stoccolma. Arrivo a Milano Malpensa alle 17:25.

E’ stato un viaggio incredibile, sicuramente per il suo significato simbolico e poi per il sigillo che le temperature rigide hanno saputo mettere sull’ambiente. Un paesaggio brullo fatto per resistere al freddo e al vento, le renne che si godono la breve estate, le persone che sono abituate a trascorrere insieme i lunghi mesi freddi in cui si sta in casa e hanno sviluppato così ottime capacità di intrattenimento, la dote dell’arte, dell’accoglienza, della generosità, della condivisione. E poi, come un’oasi di sole dai colori splendenti come in nessun altro luogo, spunta Gjesvær, con il suo mare, le sue coste, i suoi monti e quel tripudio di puffin che nuotano goffi nelle acque della Gjesværstappan.

E voi, che cosa ne pensate? Avete seguito un altro itinerario? Se avete domande, risponderò a tutte nei Commenti.

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