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Se i borghi italiani sono un patrimonio da trattare con immensa cura e attenzione, i borghi liguri sono una gemma preziosa ma nascosta da scoprire a poco a poco con il cuore traboccante di stupore. Tra le serre, gli uliveti e i boschi rigogliosi che ricoprono le sinuose colline della Liguria a due passi dalla Francia, si trovano antichi borghi che conservano in sé la storia dei secoli passati ma anche la vivacità tipica delle cittadine che vogliono emergere dall’anonimato.

Visitare i borghi liguri della Riviera di Ponente è un’esperienza da non perdere. Se vuoi trascorrere un giorno o un weekend tra mare e montagne, alla ricerca di borghi abbandonati, curiosità da scoprire, atmosfere d’altri tempi, installazioni artistiche e botteghe affascinanti, l’entroterra ligure è il posto che fa per te!

Scopri che cosa fare e che cosa vedere assolutamente in 3 borghi della Riviera di Ponente che personalmente ho adorato, vicini tra loro ma tutti diversi. Dove vivere un’eclettica avventura slow.

Borghi liguri da visitare: due passi nell’Antico Principato di Seborga

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Nella nostra passeggiata attraverso i borghi liguri da visitare, iniziamo da Seborga, un posto incredibilmente affascinante da esplorare, spesso insieme alla vicina Apricale.

Si può dire che questo incantevole borgo ligure della Riviera di Ponente abbia fatto della cocciutaggine il suo punto di forza. Perché? E’ stata talvolta italiana talvolta francese, ma la ferma volontà di affermare la sua particolarità non è mai cambiata.

Dalla seconda metà del Novecento, Seborga chiede in effetti di essere un principato indipendente e ha anche il suo prìncipe, Marcello I, eletto nel 2009 alla morte del suo predecessore, Giorgio I, che è stato il primo principe di Seborga. Seborga non ha solo un principe, ma la sua bandiera, la sua targa (da esporre lateralmente a quella nazionale), il suo passaporto (con valenza simbolica), la sua moneta (da spendere entro i confini del paese), la sua storia e la sua vista stupenda.

Il panorama è dominato dagli uliveti e da ogni possibile e immaginabile sfumatura di verde. La sua incredibile posizione in cima alla collina, con il mare che si fonde all’orizzonte con il cielo, mi ha lasciata letteralmente di stucco.

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La visita a Seborga è divertente e variegata: si passa talvolta sotto bassi archi in pietra, si percorrono ripide scale, si guarda il mare dalle terrazze a strapiombo sulla valle, si continua nei carruggi sfociando in piazzette da favola, come piazza San Martino, su cui si affacciano la chiesa omonima e il palazzo della zecca.

Il Medioevo si respira nei vicoli, nelle case in pietra, nelle raffigurazioni di cavalieri e crociati, nelle botteghe nascoste, e anche nelle locande ospitali, in cui gustare la cucina tipica ligure. Considerate che questa è per tradizione una cucina praticamente vegetariana, fatta di erbe fresche e saporite, se si esclude il pesce. Il pesce appena pescato la mattina presto nel mare a due passi, mentre il sole si alza dalle onde e dipinge di rosa e oro l’orizzonte lontano. Insomma, un luogo certamente da non tralasciare nella lista dei borghi liguri da visitare.

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Piatti tipici dei borghi liguri

Se si passa di qui, è impossibile provare a resistere a un piatto di trofie al pesto, preparato con il basilico più profumato del mondo. Ma anche alla sardenaira, la focaccia di San Remo, condita con passata di pomodoro, cipolle, acciughe, olive e il genuino olio extravergine d’oliva.

Se volete assaggiare un piatto vero e proprio, vi consiglio i ravioli di borragine, con ripieno di ricotta, parmigiano e borragine, un’erba molto presente nella cucina ligure. La trovate anche nella gustosissima torta pasqualina, originariamente preparata nel periodo di Pasqua. Si tratta di un tipo di torta salata preparata con uova, formaggio e verdure (non solo borragine, ma anche spinaci, bietole o carciofi di Albenga).

Una passeggiata tra i vicoli di Seborga diventa un’esperienza ancor più coinvolgente se abbinata a qualche assaggio qua e là dei sapori unici della cucina ligure!

 

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Dove dormire a Seborga, per una notte nella leggenda


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Come arrivare a Seborga, uno dei borghi liguri da visitare assolutamente!

Per raggiungere Seborga, uno dei borghi liguri più belli, prendere l’autostrada A10 e uscire a Bordighera.

Si seguono poi le indicazioni per Sasso e Seborga, inerpicandosi su per le pendici dei colli liguri. Impiegherete circa 20 minuti dal casello autostradale.

L’ingresso avviene da Piazza Martiri Patrioti, abbellita dalle bandiere bianche e azzurre del principato che sventolano al vento. Dove parcheggiare a Seborga? Per parcheggiare l’auto a Seborga, invece di entrare nel borgo medievale sulla sinistra, procedete in discesa verso destra: arriverete a un ampio parcheggio, con un panorama meraviglioso sui colli e sul mare.

Borghi liguri da visitare: il villaggio artistico di Bussana Vecchia

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Tra i borghi liguri da visitare nella Riviera di Pontente non può mancare Bussana Vecchia, consigliata agli amanti dei posti misteriosi e abbandonati e a tutti coloro che sono interessati ad approfondire la storia dei villaggi degli artisti in Liguria. Servirebbero pagine e pagine per descrivere questo luogo surreale ma, prendendo esempio dagli abitanti di Bussana, cercherò di dipingere poche indimenticabili scene che possano dare un’idea del fascino che questa oasi di creatività riesce a sprigionare.

Bussana Vecchia: la storia del borgo

La prima immagine che devo per forza descrivere per approdare nel bel mezzo della storia di Bussana è quella della Chiesa di Sant’Egidio, che non ha più un soffitto. Rimangono sommariamente in piedi le pareti in sasso, che terminano sfrangiandosi sull’azzurro vivido del cielo. C’è poco da dire, a Bussana pulsa un’energia diversa, che fa accelerare i battiti, mentre il tempo serpeggia tra le fessure delle pietre come sospeso tra passato, presente e futuro.

La storia di Bussana però è segnata da un brusco scossone, che segna in modo indelebile lo scorrere del tempo. Si tratta del violento terremoto del 1887, che fa crollare la volta della Chiesa di Sant’Egidio, mentre l’intera comunità è riunita la mattina per la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri.

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Dopo il terremoto, gli abitanti sono costretti a spostarsi più a valle, dove nasce Bussana Nuova (oggi semplicemente Bussana) e della vecchia Bussana rimane solamente una ghost town abbandonataGià da qualche tempo la percezione del rischio sismico nella zona aveva indotto gli abitanti a costruire, tra una casa e l’altra, i tipici archetti di sostegno, che oggi costituiscono un’immancabile caratteristica dei vicoli stretti e intricati.

Ma quando è nata allora la Bussana che abbiamo la fortuna di vedere oggi? Oggi questo luogo è una località incontenibile, che non ha paragoni con nessun altro posto nel mondo, dall’aria artistica e intensamente hippy, dai colori inaspettati e dall’ambiente surreale. Bussana rinasce negli anni Sessanta, quando alcuni artisti provenienti da tutto il mondo decidono di andarsi a stabilire fra le rovine del paese, ricostruendo alcune strutture, riadattando le case e rendendole di nuovo abitabili.

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Bussana Vecchia: i colori indimenticabile del borgo degli artisti

Il secondo accenno che vorrei fare su Bussana Vecchia parla di un artista dalla barba bianca, che chiacchierava al bar di fianco a me, mentre prendeva un caffè al bancone. Dopo questa breve pausa, Vlad è andato a sedersi in mezzo all’erba incolta di un campo, l’enorme cane grigio accucciato ai suoi piedi, con il muso appoggiato sulle zampe anteriori. Guardava a est, verso le montagne verdi. Forse cercava ispirazione oppure semplicemente si godeva la vista…

Due o trecento metri dietro di lui, tra i ruderi riadattati del paese, sorge la sua boutique e laboratorio artistico. L’entrata blu acceso spicca nell’abitazione di sassi ed è contornata da un meraviglioso arco di edera verde brillante. Accanto, la sua casa alta e stretta ha una tenda viola davanti all’ingresso, e un fico d’india dalle foglie grasse. La cosa che rimarrà per sempre impressa nella mia mente di questo borgo degli artisti nella Riviera ligure di Ponente è la forza dei colori di Bussana!

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La comunità degli artisti di Bussana Vecchia

Ultima ma non per importanza, l’immagine del muro all’ingresso del paese, nelle vicinanze del caffè e dell’Osteria degli Artisti, dove sono appese tutte le coloratissime cassette della posta con i nomi degli abitanti. Nomi originari di ogni angolo del pianeta.

La comunità di artisti che vive qui crea un’atmosfera di libertà e accoglienza, le porte delle case sono spalancate sui carruggi, e si intravedono i salotti delle case: camini scoppiettanti in inverno, oggetti fatti a mano sulle mensole, attaccati al soffitto, per terra, nelle cucine… quadri appesi, quadri appoggiati negli angoli e quadri sui cavalletti, quasi finiti oppure appena accennati, in attesa di linee, colori, impressioni e ispirazioni.

Decisamente, Bussana Vecchia è nella lista dei borghi liguri da vedere perché meritano assolutamente una visita!

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Come arrivare a Bussana Vecchia, uno dei borghi liguri da vedere assolutamente!

Per raggiungere Bussana Vecchia, uno dei borghi liguri più belli, prendere l’autostrada A10 e uscire a Arma di Taggia, poi continuare per Bussana e quindi per la frazione di Bussana Vecchia.

Nel paese si gira solamente a piedi, perciò bisogna lasciare la macchina fuori, lungo la strada. Quindi, dove parcheggiare a Bussana Vecchia?

Si può arrivare a Bussana Vecchia da Strada Bussana Vecchia e cercare un parcheggio sul ciglio della strada nelle vicinanze del cimitero, a circa 400-500 metri dall’ingresso al borgo dal lato del Caffè Piazzetta Golosa e dell’Osteria degli Artisti. Ma se avete un macchina grande o se è un periodo affollato, troverete qualche difficoltà perché la strada é stretta e i posti disponibili pochi.

Un modo alternativo e meno conosciuto per arrivare é prendere Via delle Fonti e, dopo aver parcheggiato nella zona del fiorista Parodi, dove ci sono alcuni slarghi che lo permettono, prendere sulla sinistra il sentiero sterrato in salita di Via del Mulino Olivetto, che in cinque minuti conduce al borgo. In questo caso accederete al paese degli artisti di Bussana Vecchia da Casa della Barca in zona cappella.

Borghi liguri da visitare: Dolceacqua, arroccato a strapiombo sul fiume

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Se siete alla ricerca di borghi liguri da favola nella Riviera di Ponente, dovete fare un salto a Dolceacqua, con il suo ponte vecchio e il castello dei Doria. Uno sguardo d’insieme che colpì niente meno che Monet, il quale verso la fine dell’Ottocento ritornò più volte a Dolceacqua: qui trasse ispirazione per alcune sue opere raffiguranti il castello arroccato in cima al monte e il pittoresco ponte di 33 metri che collega le due rive del torrente Nervia. I due soggetti si ritrovano anche ad esempio nelle opere di Mario Raimondo detto Barbadirame, venuto a mancare nel 2010, nato a Dolceacqua e allievo di Picasso, definito da quest’ultimo “uno che conta”.

Da questi minuscoli aneddoti, é facile farsi un’idea di come Dolceacqua sia effettivamente una visione che ispira dolcezza, come dice il suo nome, e che per questo non può fare a meno di essere ammirata, rimirata e immortalata. Dolceacqua è decisamente nella lista dei borghi liguri da visitare assolutamente.

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Il paese di Dolceacqua si divide in due parti: quella del borgo medievale, del Castello dei Doria e della chiesa di Sant’Antonio Abate, detta Terra, e la parte moderna sulla riva opposta del fiume, detta Borgo. Quindi non bisogna confondersi: il borgo medievale non è nel Borgo ma nella Terra!

I parcheggi sono per lo più situati nel Borgo. Da qui, in particolare dalla chiesetta di San Filippo, fermatevi a scattare le vostre foto nel punto esatto in cui sembra che Monet abbia posato il suo cavalletto per dipingere, una targa ve lo segnalerà. Attraversate quindi a passi lenti il ponte vecchio verso la Terra. Un bellissimo affresco monocromatico di vita quotidiana vi darà il benvenuto una volta approdati sull’altra riva, introducendovi al borgo medievale vero e proprio.

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Per entrare nel borgo medievale, passate sotto l’arco a sinistra ed entrate in questo magnifico mondo nascosto: le case, i b&b, le botteghe e i negozi sono in realtà piccole grotte scavate nella roccia, sorridenti di lucine e bijoux, arrampicate una sull’altra nella ripida salita al castello.

Un consiglio: visitate Dolceacqua a Natale, quando il paese sembra trasformarsi in un delizioso presepe vivente a misura d’uomo. Perdetevi tra i vicoli stretti, immaginando come doveva essere vivere qui nel Medioevo, tra cavalieri, ancelle, principesse, servi e giullari, e lasciate che le pietre vi raccontino come va a finire questa magica storia.

Penso che, più di tante parole, sia meglio lasciarvi qualche foto in più, sperando che l’incantesimo del luogo abbia la meglio sulla fotografa da quattro soldi che sono io!

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Dolceacqua: dove dormire per sentirsi in un’opera d’arte



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Dolceacqua: come arrivare in uno dei borghi liguri da visitare assolutamente

Per arrivare a Dolceacqua, prendete l’autostrada A10 e uscire a Bordighera, poi seguite le indicazioni per Camporosso e infine per Dolceacqua. Impiegherete circa 15 minuti dal casello autostradale.

Dove parcheggiare a Dolceacqua? I parcheggi in paese sono ben organizzati e segnalati, anche se nei momenti di maggior afflusso turistico trovare un posto non é così facile.

Dove dormire a Dolceacqua? Per un soggiorno, vi consiglio di scegliere un b&b nelle dimore del borgo medievale, per un’esperienza assolutamente unica.

Se volete visitare il Castello dei Doria di Dolceacqua, gli orari di apertura sono dalle 10 alle 16:30, e l’unico giorno di chiusura é, nella stagione autunno-inverno, il lunedì.

Itinerario per un viaggio zaino in spalla tra i borghi liguri da visitare: Sentiero Liguria

Sentiero Liguria é un itinerario escursionistico che percorrere tutta la Liguria da Luni, in provincia di La Spezia, a Grimaldi, in provincia di Imperia. É percorribile in entrambi i sensi e presenta numerose varianti, da quella costiera a quelle che si inerpicano su e giù per i monti, a seconda delle preferenze di ciascun escursionista. Attingono a piene mani dal patrimonio di borghi medievali che la Liguria cela gelosamente tra le sue rughe come tesori del tempo.

Tutti hanno in comune la vista sul Golfo di Liguria e la presenza di panorami e tratti stradali molto variegati: scogliere, spiaggia, uliveti, boschi e le caratteristiche creuze liguri, le mulattiere che salgono e scendono dai monti, il cui tracciato é compreso tra muretti in sasso.

Questo sentiero fa parte delle rete escursionistica ligure (REL), si collega alla rete ciclabile ligure (RCL), all’Alta Via dei Monti Liguri (AVML), alla Via Francigena e al circuito delle Grandes Randonnée francesi (GR), che possono fungere addirittura da collegamento per il Cammino di Santiago. Per qualsiasi informazione, questo sito dedicato all’escursionismo in Liguria vanta delle mappe dettagliate e precise.

L’itinerario circolare che va da Taggia a Grimaldi e ritorno é uno dei miei Nuovi Orizzonti in vista, dei miei traveldreams. Ho raccolto alcune informazioni ma non l’ho ancora percorso di persona. Se é nella vostra lista o se ci siete già stati, sarebbe bello parlarne nei Commenti.

C’è qualcuno che non riesce a resistere al fascino delle case in sasso, delle viuzze strette, di alzare lo sguardo e vedere una donna anziana che stende i panni o innaffia le piante alla finestra e vi fa un grande sorriso, anche se non é abituata a vedere tante persone passarle sotto casa? Allora i borghi sono il posto che fa per voi! Che cosa amate di più dei borghi italiani? Vi aspetto nei Commenti!

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Borghi liguri da visitare: andar per borghi tra mare e monti
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Che cosa vedere nella Riviera Ligure di Ponente? La Liguria cela gelosamente tra le sue rughe borghi medievali come tesori del tempo.
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