C’era una volta

travelblog-about-me-vernazza

C’era una volta Claudia, nata in una piccola città del nord Italia. Già da quando era piccola, aveva un’enorme passione per tutto ciò che era in grado di narrare storie: libri, favole, diari di viaggio, mappe e atlanti. E sto parlando proprio di me!

Sono nata 27 anni fa in un piccolo paese tra le tondeggianti colline emiliane e l’autorevole signor Po, all’inizio della timida e selvaggia Val Tidone.

Amo alla follia i gufi, i muffin croccanti fuori e morbidi dentro e i fari che proiettano il loro fascio di luce sulle acque gelide degli oceani.

travelblog-viaggi-norvegia-nord-europa

Ho aperto questo blog per tenere nota dei miei spostamenti e delle cose pazzesche che mi accadono in viaggio, per dare informazioni più dettagliate a chi mi chiede indicazioni, per portare in giro chi come me alla sola idea di partire è già dall’altra parte del globo, ma soprattutto per mettere a disposizione quello che ho imparato e fornire i consigli che avrebbero fatto comodo anche a me. Vorrei che chi passasse di qua riceva un nuovo entusiastico impulso a partire, da solo o in compagnia, per la sua meta, il suo personale itinerario, la sua storia unica al mondo.

In questo blog parlo di viaggi zaino in spalla, di sentieri per il trekking, di cose insolite da vedere nelle destinazioni più classiche e di itinerari di scoperta in mete alternative.

Curriculum vitae

A 4 anni mi regalano il mio primo atlante, così grande che lo usavo come base e sfondo per tutti i miei giochi e le mie storie: una capriola in Africa, un salto nella gelida Siberia, una passeggiata lungo la Grande Muraglia Cinese, una capatina negli USA e poi di ritorno in Italia. Su quell’atlante imparavo per la prima volta che i koala giocano a nascondino nei marsupi dei canguri in Australia, mentre i lama saltellano sputacchiando tra le cime innevate delle Ande e indossando mantelle di lana colorata. Grazie a quell’atlante, memorizzavo le capitali e le bandiere del mondo e sognavo di prendere un aereo.

A 6 anni, conosco per la prima volta Selva di Val Gardena, un piccolo paese di montagna in Alto Adige, ai piedi delle stupende Dolomiti. A 6 anni, mi innamoro follemente di questo posto, dove imparo a fare trekking e a orientarmi. Non è più trascorsa un’estate, e quasi nessun inverno, in cui non sia stata a Selva.

Come tutte le passioni autentiche, anche quella per la Val Gardena ha avuto un’importanza tale da aprire la mia mente verso altre destinazioni e da instillare in me la voglia di girare per le strade del mondo con lo stesso stupore, la stessa spensieratezza, la stessa volontà di conoscere la cultura e il modo di vivere del luogo. Ok, diciamo che non avevo questa consapevolezza, ma me ne sono resa conto passo dopo passo, sentiero dopo sentiero, vetta dopo vetta.

travelblog-about-itinerari-selva

La prima volta che prendo un aereo ho 10 anni, e vado a Disneyland Paris con i miei genitori, e lì realizzo che viaggiare è un po’ come scrivere ogni giorno una nuova favola. Imparo anche che conviene deglutire durante il decollo, per evitare di sentire male alle orecchie, e una volta appreso questo piccolo trucco sento che niente può più fermarmi.

A 12 anni inizio a suonare il pianoforte, dai primi accordi stonati fino ad amare alla follia La Tempesta di Beethoven, la cosa più complicata e commovente che mi sia mai capitato di ascoltare.

A 19 anni prendo il diploma di liceo classico quando ancora bisognava preparare una tesina su un argomento specifico. La mia si intitola “Nosc crëps nrusei. Viaggio incontro con i Ladini delle Dolomiti”. Sfrutto l’estate successiva alla maturità e in seguito il tempo che l’università mi concederà per approfondire la mia passione per la scrittura, ricevo anche qualche riconoscimento per quanto riguarda la scrittura di un romanzo breve (ambientato – indovinate dove? – sull’Alpe di Siusi) e per alcuni racconti. Continuo anche, dopo il mio primo grande amore per il nuoto che ho praticato tanti anni, a provare diversi sport, corro due mezze maratone e poi incontro il crossfit, che mi porta anche sul campo gara. Diciamo con risultati non proprio eclatanti, ma sfidare ogni giorno me stessa mi piace.

A 22 anni, decido di partire finalmente per realizzare il mio sogno: l’Islanda-zaino-in-spalla. Ho a disposizione una sola settimana che, per chi viaggia a piedi e con i mezzi pubblici come me, non è molto.

Però durante quella settimana a spasso per il sud dell’Islanda, tra lande deserte, spazi sconfinati, cottage in legno persi nel nulla, cascate fragorose, silenziosi campi di lava, geyser, spiagge infinite, formazioni di pietra dalle forme scolpite, venti, maree, pecore e paesaggi fiabeschi, varco un confine di non ritorno.

E non è quello dell’inconfondibile profilo dell’Islanda, seppur sconvolgente, ma quello dei viaggi on the road, con l’indispensabile sulle spalle, un paio di scarpe comode ai piedi e il vento della leggerezza che sospinge sempre avanti. Apprezzare il gusto di organizzare mesi prima e di persona ogni particolare esattamente come piace a me, sconvolgere le cose una volta sul posto per farsi beffa degli imprevisti, e ricordare esperienze così forti dopo mesi e anni dal ritorno a casa decisamente non ha prezzo.

islanda-jokulsarlon-laguna-iceberg

Da quel momento, inizia una lunga stagione di viaggi ancora in corso. Ogni giorno commetto errori, spesso piango, e mi sforzo di cercare in ognuna di queste occasioni quale sia quella cosa da imparare che mi possa servire per dopo.

Mi piace pensare anche che:

  • le possibilità che si hanno vanno sfruttate fino all’ultimo respiro e sempre con il sorriso sulle labbra
  • l’ironia su sé stessi è un’arma molto potente
  • per raggiungere gli obiettivi che fanno alzare dal letto felici la mattina è bello fare tutta la fatica di questo mondo.

Mentre accumulo sulle mie spalle questo tipo di opinioni filosofiche, che prometto di non propinarvi nel blog, mi laureo in farmacia, continuo a fare crossfit, cerco di scrivere qualche frammento ovunque mi trovi e, quando non sono in giro, progetto itinerari come fossi già sulla strada.

Che cosa significa Getgoingirl

Getgoingirl significa tante cose.

Get going come partire, lasciare il posto in cui ti trovi, cominciare un viaggio.

Get going come elettrizzare, mandare in visibilio, partire per la tangente.

Get going come attivarsi, mettercela tutta, avere il coraggio di iniziare.

Tutto questo è Getgoingirl.

E poi?

Getgoingirl è anche altro.

travelblog-about-nord-europa

Sono le albe più belle dal finestrino di un treno che viaggia di notte, gli abbigliamenti più ridicoli che “tanto qui non mi conosce nessuno”, è sbagliare fermata e scoprire i laghetti di Rosporden, il poncho che si rompe sotto la tempesta, il canto delle sterne islandesi sopra la spiaggia nera di Reynisfjara, un canyon, un fiume, il sole che tramonta dietro il forte di Bard, la neve in estate e le foglie rosse dell’autunno. Tutto questo è Getgoingirl. E forse qualcosa d’altro.

Che ne dici di partire anche tu ora?!

Le sezioni tra le quali puoi navigare sono:

Backpacking, sui miei viaggi zaino in spalla in giro per il mondo.

Trekking, sulle escursioni di ogni grado di difficoltà in Val Gardena e non solo.

City Life, sulle città che ho visitato in giro per il mondo.

Destinazioni, come una sorta di mega atlante illustrato su cui orientarsi.

Rubriche, dove parlo in ordine sparso di cose da fare, borghi, arte, food, shopping, libri e ogni altra cosa mi salti in mente

Risorse di Viaggio, che raccoglie consigli e trucchi del mestiere per organizzare un viaggio fai-da-te, prepararsi a partire e tornare a casa sani e salvi.

Nuovi orizzonti, sui viaggi che sto progettando ma che devo ancora intraprendere (ogni consiglio è ben accetto!)

– oltre a Chi Sono e Contatti.

Puoi viaggiare da una sezione all’altra scrivendo la storia che preferisci, oppure semplicemente perderti.

E non dimenticare di farmi sapere che cosa ne pensi nei Commenti e di seguirmi sulle mie neonate pagine social!

Also available in: enEnglish